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Stefano Fiordelisi

(Baiano, 8 settembre 1937 * Avella, 6 giugno 1992)

Ha scritto:

Poesie e canzoni”, Scuola Tipo-Litografica Istituto Anselmi  della Piccola Opera della Redenzione, Marigliano, Giugno 1993

Il Volto del mio Paese”, saggio, Baiano, 1969

Articoli per “L’Informatore culturale” di Roma.

 

I tre testi «‘O Maio», «‘E Ccarabine» e «Quanno pass’ ‘o Maio», tratti da “Poesie e canzoni” sono stati musicati dal maestro Mario Muselli di Brusciano e vengono cantati a Baiano nel periodo natalizio.

 

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Pubblichiamo  la "prefazione" al testo "Poesie e Canzoni" del prof. Gianni Amodeo 

E' stato sempre legato al vissuto della quotidianità. Un legame intenso, che per Stefano Fiordelisì, prematuramente scomparso, ha significato capacità di lettura attenta e penetrante del comune sentire della gente. Una capacità, tesa a riscoprire le valenze della profondità, così come si proietta sugli scenari del folcklore.

Ed ecco il rapporto pregnante e forte con i microcosmi delle feste, che puntualmente scandiscono i ritmi di vita delle comunità cittadine nell'area basso-irpina e in quella nolana. Un rapporto tradotto in versi, da coniugare con la musica, nel modulo della canzone, che coglie e interpreta emozioni e sentimenti diffusi. E, del resto, il connotato della canzone è proprio quello di fissare nella combinazione delle rime e delle tonalità frammenti di diffusa sensibilità, con cui un po' tutti si identificano e riconoscono.

La Sagra dei Gigli, a Nola, la festa del Maio, a Baiaino, la festa del Carnevale, a Saviano rivivono nelle canzoni di Stefano Fiordelisi con le loro peculiarità più espressive. Sono cólte nei moinenti più vividi, con sequenze di immagini plastiche quanto nitide. E sono sequenze, alle quali il vernacolo napoletano, alla stregua delle varianti di timbro, con cui si atteggia nell'area nolana e in quella basso-irpina, procura ricchezza di
musicalità.
E, nel vernacolo che Stefano Fiordelisi propone, si avverte l'influsso di "don" Mario Patanella, il poeta popolare di Nola, attore fecondo di tante canzoni, che hanno impreziosito negli anni la Sagra dei Gigli. E il legame affettivo e di stima con l'arguto e caustico autore della "Commedia nolana", scomparso due anni fa, ultraottuagenario, è stato davvero rilevante per Fiordelisi nella riscoperta del dialetto, simbolo e sintesi dell'anima popolaresca.
Ma Stefano Fiordelisi non si ritrova soltanto nelle canzoni di impronta folcklorica. Le composizioni strettamente poetiche, in lingua come in dialetto, consegnano la testimonianza di una personalità semplice e schietta. Una personalità aperta ai valori più autentici della vita: l'amicizia e il senso del lavoro. (Gianni Amodeo)