LV ENHANCED Image Slider  

Chiesa di Santo Stefano

Chiesa di Santo Stefano

PDFStampaE-mail

Mappa: http://xm.my/3H7s

(da www.tuttocampania.it)

Ad ovest del nucleo storico, in una zona periferica e collegata con percorso relativamente breve al corso Garibaldi, sorge il Santuario di Santo Stefano Protomartire. Il complesso chiesa-campanile è situato in una posizione estremamente suggestiva dal punto di vista ambientale, tanto da individuare, congiuntamente allo slargo in declivio che si allunga fino al corso Garibaldi e che presenta uno sviluppo planimetrico ad imbuto, un vero e proprio ambito urbano, un luogo cioè, nel quale un assieme di elementi differenti sono legati tra loro in maniera articolata ed omogenea. Dai documenti dell'Archivio Diocesano, conservati dalla Curia nolana, risulta che la chiesa fosse già parrocchia nel 1586, anno in cui ricevette la visita pastorale del vescovo di Nola : Monsignor Scarampi. L'attuale assetto della chiesa è il risultato di varie stratificazioni ed ampliamenti, realizzati sulle strutture originarie a partire da un periodo circoscritto fra la fine del sec. XVIII e l'inizio del secolo successivo. A quell'epoca, infatti, esisteva solo una cappella cimiteriale, con annesso un ambientino che fungeva da casa per il custode. Era ad un'unica navata, dedicata a S. Rocco, San Vito e alla Madonna delle Grazie. Nella prima metà del 700 venne completamente ristrutturata ed ampliata divenendo così la nuova chiesa madre. Secondo la tradizione, verso la fine di una funzione religiosa che si teneva nella allora Chiesa Madre di Santa Croce , improvvisamente scoppiò un violento temporale che trasformò in fiumara la strada antistante la facciata e in acquitrino i terreni retrostanti; i fedeli turbati e intimoriti, andavano inutilmente alla ricerca di Santuario di Santo Stefano, patrono di Baianoun'uscita. A questo punto un fascio di luce entrò da una vetrata dell' abside e illuminò un quadro appeso alla parete : il quadro di S. Stefano indicando, attraverso la riflessione dei raggi luminosi, la direzione dell'uscita, e quindi della salvezza. I fedeli gridarono al miracolo e chiesero che a quel santo elevato a protettore del paese, fosse innalzata una chiesa; e così l'antica cappella cimiteriale divenne la nuova Chiesa Madre come del resto attestano alcuni indumenti sacri di oro 24, in uso in quell'epoca. Il quadro, divenuto oggetto di venerazione, ai primi del 1900 finì a Sirignano e tuttora si ammira nella canonica di quel paese annessa alla chiesa di S. Andrea. Molto più tardi, nei primi decenni del 900, veniva realizzato il primo sostanziale ampliamento e gli elementi originari, cappella e casa del custode, venivano inglobati in uno schema planimetrico più complesso. La chiesa, infatti, elevata su un podio alto poco meno di un metro rispetto il livello stradale, venne articolata secondo un impianto basilicale a tre navate, con transetto, abside e campanile. Tale impianto è rimasto poi sostanzialmente immutato fino ai giorni nostri, nonostante gli interventi e le manipolazioni successive. La navata centrale è molto più alta di quelle laterali e presenta una copertura a capriate metalliche, che hanno sostituito quelle originarie in legno. Prima del terremoto del 1980, alle catene delle capriate lignee era sospeso un tavolato al quale era incollata tutta una sovrastruttura in cartapesta dipinta, a lacunari con rosoni centrali e riquadri dipinti e incorniciati. Tale decorazione, che, anche se in termini più modesti, voleva probabilmente ispirarsi a quella del Duomo di Nola, esposta alle abbondanti infiltrazioni di acqua piovana, è andata definitivamente perduta. In corrispondenza della navata centrale vi è, al di là del transetto, un catino absidale a pianta semicircolare, coperto da una semicalotta sferica, con estradosso a vista. Due absidiole sono in corrispondenza delle navate laterali. Le cappelle laterali presentano una volta a sesto notevolmente ribassato, tanto che l'estradosso è completamente piano, con struttura in profilati di ferro e travelloni. All'inizio e nella zona terminale della navata sinistra vi sono due botole, che consentono di accedere ad un ipogeo, che fungeva da cimitero.Preparativi per la processione del 3 Agosto2010 Sul prospetto principale della chiesa appare, nella tabeazione la scritta intitolata a S. Stefano; immediatamente sotto tra i capitelli, quella dell'anno 1936. Il fregio costituito da volute e cartigli rappresenta un messale ed una foglia di palma. La facciata esterna della Chiesa è realizzata in forme neoclassiche : un ordine di lesene ioniche inquadra il portale ed è sovrastato da un frontone triangolare, che è il riscontro dell'organizzazione strutturale interna. I portali della Chiesa e del campanile sono cassettonati. Sul fianco sinistro si erge il campanile, poco più alto della chiesa e a pianta rettangolare. Coerente con la decorazione esterna è quella interna, consistente in lesene, capitelli ionici, con cornici e cornicioni dentellati. Due grossi arconi delimitano da un lato la navata centrale e dall'altro l'abside. Verso la parte centrale della navata destra si apre una cappella oblunga, realizzata in epoca relativamente recente, che comunica internamente con la canonica e con gli ambienti che fungono da sagrestia e uffici parrocchiali, a loro volta accessibili dal transetto. La zona presbiteriale presenta una sistemazione moderna, con la mensa eucaristica conciliare su colonnine di marmi policromi, ed un badacchino baroccheggiante, che accoglie il simulacro del Santo Patrono.

© 2019 - I testi e le immagini del sito sono di proprietà di Montella Carmine, Baiano (Av). E' vietato l'uso senza l'autorizzazione dell'autore!
   
| Giovedì, 20. Giugno 2019 || Reprinted by Montella Carmine |