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Eremo e Chiesa di Gesù e Maria

Eremo e Chiesa di Gesù e Maria

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(da www.tuttocampania.it)

L'antica Cappella di Gesù e Maria situata sulla cima dell'omonima collina domina Baiano dall'alto ed è il luogo più caro ai Baianesi, meta di allegre scampagnate pasquali. Tale complesso è sottoposto alla tutela della Sovrintendenza ai Beni Ambientali Archeologici e Culturali di Avellino e Salerno. L'eremo che vi è annesso è stato restaurato nel 1998. La chiesa, restaurata nel 2008, è sempre stata proprietà e diretta dipendenza della parrocchia baianese di S. Stefano. All'interno di una delle stanze del piano terra dell'eremo è venuto alla luce un affresco risalente al XVI secolo raffigurante la Madonna circondata da Angeli, restaurato di recente. Purtroppo la parte centrale dell'affresco è andata irrimediabilmente perduta. In un'altra delle stanze il soffitto a volta a crociera raffigura una Croce Benedettina. La chiesa, la cui organizzazione planimetrica riporta l'edificazione già prima del sec. XVII, venne costruita con le elemosine dei fedeli, e retta da eremiti, mentre un Cappellano vi andava regolarmente a celebrare le funzioni sacre. I tre altari sono tuttora visibili all'interno della Cappella, che ha conservato grosso modo la struttura originaria, nonostante alcuni interventi realizzati nel '700, quando il tetto fu rialzato per creare un controsoffitto a volta, e furono costruiti contrafforti in pietrame, tuttora esistenti, sulla facciata principale e sui fonti laterali allo scopo di contrastare la spinta del tetto. A seguito del sisma del 1980 il tetto andò completamente distrutto e temporaneamente ricostruito con una struttura moderna, la quale verrà sostituita quando si darà inizio ai lavori di restauro della chiesa. Essa fu visitata il 7 settembre 1615 dal Vescovo di Nola Giovan Battista Lancellotti e successivamente da S. Alfonso dè Liguori, il quale, nel suo apostolato itinerante, fu anche a Nola prima nel 1756 poi ancora nel 1759. Ne è probabile prova anche l'immagine, copia dell'originale, posta il alto sulla facciata della chiesa sopra la porta d'ingresso, che testimonierebbe la lotta ingaggiata da S. Alfonso e dai suoi seguaci contro il demonismo: Maria con in braccio il Bambino scaccia con una clava il demonio. L'insieme architettonico risulta composto dalla sequenza piuttosto regolare dei volumi della chiesa, della struttura abitativa dell'eremo e dell'emergenza terminale del campanile, la cui copertura a cuspide si vede spuntare tra gli olivi anche dal centro del paese sottostante.

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| Lunedì, 23. Settembre 2019 || Reprinted by Montella Carmine |