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I cocci del Natale

 

Giorni di festa

“dall'Alpi alle Piramidi, 
dal Manzanarre al Reno”.

Da noi fragorosi botti
di tracchi e carabine
e del Maio la passione
fino al gran falò.

 

Giorni di pace
tra abbracci e strette di mano.

Un po’ tutti fratelli
si semina in terra fertile
per il raccolto di prima estate.

Ma di aprire gli occhi appena il tempo

con la luna ancora piena
ed il merlo infreddolito

tutto torna come prima.

 

Con la furia di un tornado l’odio
spazza via le preghiere, i salmi del Vangelo,
le parole col cuor portate,
il pane dell’altare,

e del Natale i cocci si frantumano

mentre infelice il Bambino Gesù
per l’uomo trepida
sulla paglia nella greppia,
il fratello contro il fratello,
contro l’amico dalla lingua tagliente
affila i coltelli.
Ed una marcia funebre
nella terra santa accompagna
l’amore.

 

(Baiano: 9 Gennaio 2012)