Amici diVersi in ambiente diVino – Incontro con l’autore Enzo Quaranta.

Atripalda, 11 Giugno 2015

 

E siamo arrivati a nove! Grazie all’impegno di Lucia Gaeta e Marciano Casale, in collaborazione con l’Enoteca “3 bicchieri” di Antonio Casale e Paola Theodosiu.

Ospite di turno Enzo Quaranta di Torremaggiore (Foggia). Di professione Ispettore di Guardia di Finanza.  Già consigliere comunale e vicesindaco del suo paese nativo.

Per arricchiere e rendere più gradevole l’evento è presente Geni Curato di Candida (Av) con la sua chitarra, cantautore raffinato e … “alla Battisti”.

Apre i lavori Lucia, ricordando ai presenti che lei ha conosciuto l’autore sulle pagine di Facebook e, successivamente, di persona alla cerimonia di premiazione del premio “Diciamolo con la poesia” organizzato dall’attore Thomas Mugnano alla Villa Angius di Roccarainola. I miracoli della rete!

Marciano , esprime tutta la sua gioia per la presenza di Enzo Quaranta nell’enoteca “3 bicchieri” , luogo ideale dell’arte a 360°, che favorisce momenti di incontro tra intellettuali e persone semplici che amano la poesia. Ricorda che i grandi filosofi dell’antica Grecia si accompagnavano sempre con un buon bicchiere di vino nei momenti di riflessioni e di analisi del pensiero.

Enzo Quaranta si presenta con due opere: il romanzo “Sempre x sempre”  e la raccolta di poesie “Memories”. Poeta e scrittore alla prima prima doppia pubblicazione.

Orgogliosamente figlio di contadini, dal forte legame con la sua terra, che fa da sottofondo ai suoi versi.  Divoratore di libri fin dall’infanzia, allorquando passava molto del suo tempo libero nella biblioteca di Torremaggiore che gli offriva davanti agli occhi tesori inestimabili, semi per gli alberi futuri.

“Sempre x sempre” è un romanzo autobiografico, ambientato a Venezia, nel quale l’autore affronta il tema dell’amore e della morte, attraverso la storia di due ragazzi: lui meridionale di belle speranze, caparbio, orgoglioso; lei una orientale dagli occhi a mandorla, affascinante, fragile, bisognevole di costante incoraggiamento e sostegno, come scrive nella prefazione Walter Scudero. Entrambi profondamente assetati della libertà tipica dei venti anni. “Per entrambi la  flebile luce fuori dal tunnel di una travolgente passione è la presa di coscienza che ogni scelta è un compromesso tra ciò che si vorrebbe e ciò che è possibile; che gli strattoni inferti dal destino sono il suo modo di prenderci per mano; e che gli ostacoli posti sulla nostra strada sono transenne per delimitare il cammino che ci è assegnato”.

Enzo legge una pagina del romanzo, dalla quale si evince che è forte  l’attaccamento al suo paese e alle sue origini e forte è l’orgoglio di essere  figlio di contadini. “Io adoro il mio paese. Torremaggiore… non ha nulla di particolare , se non un castello un po’ trasandato … I miei concittadini [lo] rendono speciale: tutti o quasi contadini…. Il contadino non lavora la terra, ma la ama, vive in simbiosi con lei…” Il cordone ombelicale che lo lega al suo territorio non si spezza. Il paesaggio ci appartiene, ci emoziona, è un tesoro da far rivivere sempre e comunque, da trasmettere ai figli, ai posteri. Compito dei poeti, degli scrittori e degli artisti.

La voce di Genni Curato chiude la presentazione del libro e attaverso le corde della sua chitarra prepara i presenti alla lettura delle poesie.

“Memories”. Le poesie sono suddivise in quattro gruppi omogenei (Della vita; dell’amore; della natura; della passione civica) ed ognuna viene presentata in italiano ed in inglese, la lingua internazionale più diffusa, con l’auspicio che attraverso i suoi messaggi di pace e di amore diventi un mezzo che unisca il mondo; la lingua di John Donne, il poeta di cui Enzo si innamorò subito e che, alimentando il suo cuore col fuoco dei suoi versi, lo ha incamminato sui sentieri della poesia.

Senza nessuna forma di inutile trascendentalismo,  dai suoi versi emerge una poetica fresca, giovane, attuale, scevra da condizionamenti e tecnicismi . La lettura è scorrevole, il messaggio è chiaro e immediato. A fare da sottofondo sono proprio l’amore, la vita, la natura, la passione civica, il senso di appartenenza, l’identità e l’orgoglio delle proprie radici. Non a caso il poeta comincia con la lettura di versi dedicati ai contadini di Torremaggiore, dal titolo scontato “Al contadino” e continua con “Scrivo” confessando le motivazioni che lo hanno portato a verseggiare. “Ecco perché scrivo,/ per esprimere ciò che sento,/ per dire ciò che penso…. Senza penna e senza carta,/la mia anima s’incarta,/ il mio cuore rallenta,/ la mia vita sembra spenta./ Ecco perché scrivo,/ perché ho paura di sparire,/ ma sino a quando mi leggerai,/ dentro di te non morirò mai.”

Gli amici diVERSI fanno a gara a leggere le sue poesie, tutte belle, coinvolgenti, che emanano emozioni e luce come i raggi del sole.  “Mi manca”, “Da bambino”, “Malinconia”, “Sogno”, “Poesia”, “Ho smesso”, “Prima vera”. Versi malinconici, versi brillanti, versi pieni di emozioni, di ricordi, di attese, di incontri, di mare, di terra, di cielo, di stelle, di lavoro, ma soprattutto versi pieni di amore, quello vero, quello desiderato, quello fatto, forte, violento come nella poesia “L’amante”: “Ora tutto è compiuto. Il tuo corpo/ riprende a splendere, più bello che mai,/ con una nuova vitalità, una nuova luce,/trasudando un’armonia di colori”.

Amante e “Malafemmena” si intrecciano sulle corde della chitarra di Geni Curato che sapientemente interviene al momento giusto per armonizzare poesia e musica, versi e voce, amore e odio. E magistralmente con l’ausilio di una armonica a bocca  ed il coro dei presenti chiude con «’O sole mio» una serata che fa esclamare come al solito: “Meno male che c’ero”!

   
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