(Donna Concetta, sola,  sceglie un disco dal repertorio della musica classica napoletana e ascolta un po' di musica mentre spolvera. Toglie i fiori dal vaso e si accorge che è senza acqua.. Mentre va in cucina per riempirlo, suona il campanello. Sobbalza dallo spavento, lasciando cadere il vaso che si frantuma in mille cocci. Raccoglie il coccio più grosso e se lo stringe al petto. Poi lo poggia dov'era prima il vaso e si affaccia dalla finestra.)

D. CONCETTA:    Chi è?... Sali, sali!... Ti apro. (Va incontro alla mamma, una vecchietta dal passo pesante, capelli bianchi, occhiali. Entrano sottobraccio.) Accomodati! (Si siedono.) Mammina, che piacere vederti. Ti aspettavo stasera.... Come stai?

MAMMA:    (Con un po' di fiatone)  Sto bene, ringraziando il Signore. E Mariuccia come sta?

D. CONCETTA:    Sta bene. Stamattina era tutta euforica, per la festa di stasera. Ha invitato anche la maestra ed alcuni amici!

MAMMA:    E' proprio una cara bambina... Voglio farti una confidenza. Quando sto a casa, sola, e i pensieri si accavallano nella mente, mi basta pensare a lei e il mio animo torna sereno.

D. CONCETTA:    (Con un sorriso) Eeeeh! Quanto può l'amore!... Mammina come mai sei venuta a quest'ora?

MAMMA:    Stanotte ho sognato la buonanima. "Angelì... Angelì, domani va a casa di Concettina! Non ti dimenticare. Va a casa di Concettina!" Non l'ho mai sognato così preoccupato.

D. CONCETTA:    (Fingendo allegria) Hai visto? Papà non ha dimenticato che oggi è il compleanno di Mariuccia e ti ha mandato qua per farle gli auguri!... Ehee! La voleva così bene!... Era la luce dei suoi occhi!

MAMMA:    (Alquanto triste) Papà aveva le lacrime agli occhi!

D. CONCETTA:    (C.s.) Eh! Sì!... Perché non può abbracciare la nipotina e lui ci teneva tanto a festeggiare il suo compleanno!

MAMMA:    Non ho chiuso occhio per tutta la notte, dopo il sogno. Mille pensieri mi passavano per la testa... Concettì, io sono preoccupata...

D. CONCETTA:    (C.s.) E se ne sono andati questi pensieri?

(La mamma prende il fazzoletto e si asciuga le lacrime. Quando lo rimette in tasca, si accorge del vaso rotto sul pavimento.)

MAMMA:    Uuuh! Il vaso che ti regalò la buonanime, quando nacque Mariuccia.

D. CONCETTA:    Mi è caduta dalle mani, quando hai suonato il campanello... Devo raccogliere i cocci... Ma', ti porto una tazza di cioccolata?

MAMMA:    No, desidero un bicchiere di acqua. (Concetta va in cucina. Torna col bicchiere pieno di acqua nella mano destra e nella sinistra la scopa e la paletta della spazzatura. Poggia il bicchiere sulla tavola. Le trema la mano.) Concettì, bella di mamma, sei agitata!

D. CONCETTA:    (Mentre comincia a raccogliere i cocci) Mi sono innervosita, quando si è rotto il vaso. Era un ricordo di papà... (La mamma sorseggia l'acqua, mentre donna Concetta raccoglie gli altri cocci.) Ma ora è passato... E poi... (fingendo ancora allegria) non c'è festa senza cocci! (Porta via i cocci nella paletta.)

MAMMA:    Concettì, siediti un momento. (La figlia esegue. La guarda negli occhi.) Ti vedo preoccupata!

D. CONCETTA:    (Evasiva) Ma no... è una tua impressione!

MAMMA:    (Facendole una carezza sul viso) Agli occhi di mamma non sfugge niente!... Forza, cosa c'è che non va?

D. CONCETTA:    (Ha una breve reazione di pianto; si asciuga le lacrime; poi comincia finalmente a confidarsi con la madre.) Da un po' di tempo ci stanno minacciando...

MAMMA:    (Spaventata) Oh Signore!

D. CONCETTA:    ... nel cuore della notte spesso suona il telefono: "Don Pasquà, si vulite bene a vostra figlia, scurdateve 'a munnezza!!!"

MAMMA:    (C.s.) Oh Signore benedetto!  (Bacia ripetutamente il crocifisso della sua catenina.) Proteggi questa casa!

D. CONCETTA:    Pasquale sta nervoso e non riesce a dormire la notte. Prima di chiudere gli occhi, sta ore intere davanti al televisore.

MAMMA:    Oh Dio Santo!... E voi avete dei sospetti?

D. CONCETTA:    Dei sospetti?!?... Ma', sono i proprietari della discarica! Una banda di criminali!... Ed ora ci voleva anche l'ing. Porcelli!

MAMMA:    E chi è?

D. CONCETTA:    Un geometruccio da strapazzo a servizio di altri prepotenti, che sta cercando in tutti i modi di corrompere Pasquale, per avere una concessione edilizia per realizzare un complesso residenziale su un loro terreno, sul quale il Comune vuole invece costruire un'opera a servizio dei cittadini... E Pasquale, naturalmente, quando decide una cosa, non lo smuovi neanche con le cannonate!

MAMMA:    Io glielo dico sempre a tuo marito. "Pasqua', se vuoi vivere tranquillo, ogni tanto lega l'asino dove vuole il padrone." E lui risponde: "Piuttosto smetto!"

D. CONCETTA:    Quante volte glielo dico anch'io: "Pasqua', lascia perdere quel progetto. Non ti intestardire come un Don Chisciotte contro i mulini a vento!" Poi, quando sto sola in casa, penso che lui abbia ragione. Bisogna lottare e avere la forza di persistere, di continuare con fermezza e con ostinazione, per realizzare opere importanti, anche contro i mostri della società moderna1

MAMMA:    Concettì, io sono preoccupata!... 'A buonanima piangeva nel sonno! E il fatto non mi piace!

D. CONCETTA:    (Per tranquillizzare la mamma) Mammà, piangeva di gioia!... Oggi è il compleanno di Mariuccia!... (Cercando di  cambiare discorso) Su, alzati! (L'aiuta ad alzarsi) Vieni con me in cucina.

MAMMA:    No, no! Voglio andare al cimitero. Devo accendere un cero sulla tomba di Salvatore.

D. CONCETTA:    (Prende un biglietto da 10.000 lire.) Ma', compra anche dei fiori per me. (Accompagnandola alla porta sotto braccio) Ti aspetto stasera. Non venire tardi. (Si baciano e la mamma esce. Donna Concetta va a prendere il coccio del vaso; se lo stringe al petto.) O padre mio, dammi forza! (Va in cucina, portando via il coccio.)

   
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