(Sabato, ore 8.30. Suona il campanello. Mariuccia esce dalla cucina e va ad aprire. Entra Franco.)

MARIUCCIA:    (Dietro le quinte) Buon giorno, Franco.

FRANCO:    (Dietro le quinte) Ciao, bella. (Entra in scena cantando.) Tanti auguri a te. Tanti auguri a te... (Si stringe la bambina tra le braccia in modo affettuoso e le dà un bacio.) Tu sei un angelo. Stasera ti un bel regalo.

(Entra donna Concetta. Porta il vassoio con una tazza di caffè e la zuccheriera.)

D. CONCETTA:    Buon giorno, Franco.

FRANCO:    Buon giorno.

D. CONCETTA:    (Indicando il caffè) L'ho appena tolto dal fornello. E' bello caldo. (Rivolta alla figlia) Mariuccia, preparati tu!

FRANCO:    (Mette lo zucchero nel caffè e incomincia a bere.) E don Pasquale?

D. CONCETTA:    Sta nel bagno. (Con aria preoccupata e accompagnandosi con una mimica particolare) Uhùuuu! Ha una brutta cera!... Stanotte si agitava nel sonno e si girava e rigirava sotto le coperte!

FRANCO:    Io glielo dico in continuazione: "Pasquà, se vuoi vivere tranquillo, lascia perdere la politica. Avrai solo dispiaceri e preoccupazioni. La politica lasciala ai delinquenti, agli affaristi e agli intrallazzatori!"

D. CONCETTA:    Quante volte gliel'ho detto anch'io! Ma non è servito a niente. E' deciso. E' cocciuto. E' convinto di salvare da solo la società!

(Entra don Pasquale, mentre si rade la barba con un rasoio elettrico.)

D. PASQUALE:    No, non sono convinto di salvare la società. Cerco solo di risolvere i problemi del nostro paese... O almeno provo a farlo con tutto il mio impegno, con la mia passione.

D. CONCETTA:    Una rondine non fa primavera!

D. PASQUALE:    Concè, forse hai pure ragione!... Ma se tutti ragionassero così, nessuno farebbe mai niente di buono!

FRANCO:    Don Pasquà, la politica è una cosa sporca. Ed io me ne sono allontanato schifato! Non ce la facevo proprio più a combattere prima con gli amici e poi con gli avversari!

D. PASQUALE:    Ma vi accorgete che ripetete frasi consumate, la stessa tarantella. La verità è un'altra.

D. CONCETTA:    (Rivolta a Franco ed indicando il marito) E' la sua!

D. PASQUALE:    I delinquenti stanno occupando sempre più spazio politico, non perché sono più capaci...

FRANCO:    Sono più intraprendenti, senza scrupoli!

D. PASQUALE:    ... ma solo perché le persone perbène, le persone oneste, corrette, rispettose della legge stanno abbandonando  il campo... o  per paura o per non avere a che fare con questa gente.

D. CONCETTA:    E fanno bene!

D. PASQUALE:    Però sono i primi a lamentarsi che il paese non offre NIENTE a nessuno, che la delinquenza sta aumentando, che ci sono troppi drogati in giro, che i giovani in piazza la sera tardi bevono come tanti alcolizzati, distruggono la villa comunale, corrono sulle motociclette come pazzi e non trovano lavoro per costruirsi una famiglia.

FRANCO:    Questo è proprio vero!

D. PASQUALE:    Franco, in un paese piccolo come il nostro basterebbero dieci persone con un po' di sale in zucca ed animate di buona volontà. Le cose cambierebbero da così a così! (Accompagna la frase con un gesto della mano destra, mostrando prima il palmo, poi il dorso.)

(Arriva Mariuccia, vestita da scolara. Dà un bacio al padre.)

MARIUCCIA:    (Sorridente) Buon giorno, papà!

D. PASQUALE:    Buon giorno, tesoro. (Tenendola stretta a sé e rivolto alla moglie e a Franco) Vedete?... E' per questi che bisogna far politica. E oggi più che mai!... Ora non mi fermerà neppure il Padreterno!... E' per il loro futuro che bisogna lottare!... Quale eredità noi lasceremo a questi angioletti?... Una società corrotta, fatta di di imbroglioni e di sfaticati?... Un paese agonizzante e invivibile?... Questi pensieri non tormentano i vostri sonni durante la notte? (Donna Concetta e Franco restano ammutoliti. Don Pasquale dà un secondo bacio a Mariuccia e la saluta.) E ora va a scuola, bambina mia, va.

(Franco prende per mano la bimba e porta con l'altra mano la sua cartella.)

FRANCO:    Don Pasquà, buona giornata. Ci vediamo più tardi. Arrivederci, donna Concetta. (Va verso la porta.)

D. PASQUALE:    Buona giornata. (Richiamando l'amico ormai sulla porta) Franco, rifletti su quello che ho detto e poi ne riparleremo con più calma quando avremo più tempo.

(Franco annuisce ed esce con Mariuccia.)

D. CONCETTA:    Pasquà, stanotte hai avuto un sonno agitato. Ti sei girato e rigirato nel letto mille volte... (Lapidaria) Ti vedo preoccupato!

D. PASQUALE:    Già... già!... In fondo in fondo Franco non ha torto... La politica è una cosa sporca!... O meglio, Concettì, la politica è una cosa seria, importante, necessaria per l'organizzazione della società.... Sono gli uomini a corromperla e a renderla sporca!... E ogni giorno sta diventando sempre più sporca. (Amareggiato) Che schifezza!!!

D. CONCETTA:    Pasquà, cosa è successo?

D. PASQUALE:    Alle 11.30 ho appuntamento al Comune con quel faccendiere dell'ing. Porcelli. Che uomo di quattro soldi!

D. CONCETTA:    Ahàaa! Quello delle bustarelle facili!

D. PASQUALE:    Già!... Quello delle bustarelle facili!... Ma i soldi non sono i suoi. Vorrei proprio sapere che si nasconde dietro le sue sempre più ricche  bustarelle!

D. CONCETTA:    Sempre per quel famoso terreno?

D. PASQUALE:    (Annuendo) Uh! Uh!... (Con tono arrabbiato) Ma la cosa più sporca è un'altra. Gli amici consiglieri della mia maggioranza nelle riunioni ufficiali dicono di appoggiare la soluzione indicata da me. Poi si incontrano di nascosto con l'ing. Porcelli  e trattano con lui e con le sue bustarelle... E cambiano facilmente opinione... Il paese è piccolo e c'è sempre qualcuno che vede questi movimenti e viene a rapporto da me. In consiglio spesso mi lasciano solo, affermando che  durante la notte hanno riflettuto e cambiato opinione!

D. CONCETTA:    E tu lascia perdere questo progetto. Tanto nessuno ti farà la statua d'oro per quest'opera!... Pensa un po' anche alla famiglia... alle nostre paure... alle minacce di far del male a Mariuccia!!!

D. PASQUALE:    Per Mariuccia non mi preoccupo. C'è Franco che le sta vicino come un poliziotto e le vuole bene come a una figlia. Chi vorrà farle del male dovrà prima passare sul suo cadavere!

D. CONCETTA:    (Preoccupata) Pasquà, questa gentaglia ha il coraggio di passare anche sul suo cadavere, se intendono colpire Mariuccia. E tu lo sai bene! (Una lunga pausa, poi con dolcezza) Pasquà, non fare l'eroe!... Fai un po' anche il padre ed il marito!

(Don Pasquale guarda l'orologio, interrompe bruscamente la conversazione, dà un bacio alla moglie, prende la cartella ed esce.)

D. CONCETTA:    Pasquà... (Silenzio. Più forte) Pasquale!

D. PASQUALE:    (Dalla porta) Cosa c'è?

D. CONCETTA:    Oggi è il compleanno di Mariuccia...

D. PASQUALE:    (Battendosi con la mano sinistra sulla fronte) Oh Dio! Che sbadato!... Non le ho dato neppure gli auguri!... Potevate ricordarmelo!

D. CONCETTA:    Evviva la politica! (Don Pasquale, aprendo entrambe le braccia, alza le spalle, quasi per dire: "Cosa posso fare?!?) Mi raccomando: torna presto... almeno oggi.

   
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