(Ore 10,00. Entrano Franco, Mariuccia e Peppino.)

MARIUCCIA:        Mamma, mamma. (Rivolta a Peppino, tutta eccitata.) Dammi il giubbetto. (Peppino esegue. Poi, indicando il divano) Metti lì la cartella.

PEPPINO:    Grazie. (Guardandosi intorno) Mariuccia, lo sai? Ha proprio una bella casa!

MARIUCCIA:    Dopo ti farò vedere la mia stanzetta...

(Entra donna Concetta. Mariuccia le dà un bacio.)

D. CONCETTA:     Già di ritorno? (Guarda l'orologio.) Sono appena le dieci!

FRANCO:    Sono usciti prima perché oggi è San Marcellino.

D. CONCETTA:    San Marcellino?1?... San Marcellino... San Marcellino... E cosa c'entra San Marcellino con la scuola?!?

FRANCO:    C'entra, c'entra, donna Concetta!... Oggi è l'onomastico del Direttore!

D. CONCETTA:    Ah! L'onomastico del Direttore! (Disapprovando) Ogni occasione è buona per fare festa! ... Ma come? Il Ministro elimina le festività inutili e la scuola un po' alla volta ne inventa altre!

(Franco prende un giornale e si siede sul divano.)

MARIUCCIA:    (Indicando il compagno) Mamma, ti presento Peppino.

D. CONCETTA:    (Con molta dolcezza) Ciao, Peppino. (Lo accarezza.)

PEPPINO:    Ciao!

MARIUCCIA:    (Pronta) L'ho invitato a casa per farlo giocare con i miei giocattoli. A quest'ora a casa sua non c'è nessuno.

PEPPINO:    Papà sta lavorando a Napoli. La mamma è andata dalla nonna, che sta a letto. Quando è il nostro tutto, mamma non lascia la nonna sola nemmeno per un minuto!
D. CONCETTA:    Bene, bene. Ora andate a giocare nella tua stanzetta.

MARIUCCIA:    Mamma, Peppino può restare a pranzo con noi?

PEPPINO:    Proprio per accontentare Mariuccia!

D. CONCETTA:    Sì, Sì!... Però andate subito a telefonare alla mamma per avvertirla!

PEPPINO:    Donna Concetta, cosa si mangia di buono, oggi?

D. CONCETTA:    Tortellini alla bolognese...

MARIUCCIA:    Noooo!

D. CONCETTA:     E allora spaghetti con le vongole.

MARIUCCIA:     (Scrolla le spalle.) Uuh! Pazienza!

PEPPINO:    Donna Concè, a me mi piace tutto!... I tortellini con le vongole e gli spaghetti alla bolognese. L'importante è che siano ASSAI!

D. CONCETTA:    (Poggiando le mani sulle spalle dei due) Su, su! Ora andate di là a giocare. (Li accompagna verso la porta , quasi spingendoli. Poi si rivolge a Franco che, pur leggendo, ha seguito la scena.) Hai visto come è sveglio questo ragazzo?

FRANCO:    E che pepe! (Alzandosi) Vurria proprio sapé 'e chi ha pigliato!... 'O padre è nu buono fesso, 'a mamma... nun ne parlammo proprio!... forse d''o nonno. Chill'era nu buono figlio 'e 'ndrocchio!... Donna Concetta, io me ne vado. Ho alcune cosucce da fare. Ci vediamo più tardi!

D. CONCETTA:    Franco, me lo fate un piacere?

FRANCO:    Anche due!

D. CONCETTA:    Chiedete a mastr'Antonio se, più tardi, può far salire un poco Nicolino. Si è otturato di nuovo il sifone del lavandino. Lui l'ha sturato già altre volte. E' un vero artista!

FRANCO:    Eh già!... E' proprio in gamba quel giovanotto!... Peccato che non ha voglia di studiare, intelligente com'è!!!... Ué! A più tardi.

(Esce. Mariuccia e Peppino ritornano nel soggiorno per prendere la cartella di Peppino lasciata sul divano.)

PEPPINO:    (Andando verso la stanzetta di Mariuccia, si ferma.) Donna Concè, quando è pronto il pranzo ci chiamate!

D. CONCETTA:    (Con fare militare e con voce maschia) Ai vostri ordini, signor Capitano!

(Scoppiano in una grande risata tutti e tre. Poi Peppino e Mariuccia vanno a giocare e donna Concetta va in cucina.)

   
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